Libera uscita (titolo originale: Hall pass)
Film americano del 2011, durata 105 min.
Film di Bobby Farrelly e Peter Farrelly
Trama (presa da mymovies):
Rick ha quarant’anni, una moglie, tre bambini e un amico (Fred) con cui condivide la passione per le donne e la frustrazione di non poterle possedere (tutte). Immaturi e ossessionati dal sesso, consumano le loro esistenze tra i pannolini da cambiare e un gruppo di amici altrettanto infantili, che scommettono ipotetiche somme su immaginarie conigliette e miss maglietta bagnata. Esasperate dai loro atteggiamenti al limite del demenziale e del buongusto, le rispettive consorti decidono di concedere a Rick e Fred una vacanza dal matrimonio e dalle responsabilità, convinte in cuor loro di mettere fine una volta per tutte al loro indecente delirare. Ma la libera uscita, lunga sette giorni e sette notti, non darà ai degenerati coniugi i risultati sperati, appagandone il cuore prima che i genitali.
Per il trailer italiano:
La mia opinione personale:
E’ un film molto divertente! Non adatto a tutti per via dei discorsi e di certe scene volgari che non si addicono ad un pubblico di bambini.
Commedia che ricalca (esaltando, come è spesso nei film comici) la demenzialità di certi uomini e i problemi che si possono creare nella vita di coppia dopo svariati anni di matrimonio, magari con a seguito anche la prole che sottrae molto tempo ai momenti di intimità. Dimostra il fatto che non basta essere single per poter possedere tutte le donne che si desidera, infatti nel film Rick e Fred nei combinano di tutti i colori cercando di corteggiare qualche ragazza: da una baby sitter desiderosa, alla madre di un pazzo che li aggredisce facendoli quasi arrestare, alla cameriera di un bar, ad una ragazza un po’ strana.
Inizialmente i due perdono tempo per l’incapacità di mettersi in gioco: mega abbuffate in compagnia, bevute e droga. I due amici, sostenuti dalla loro combricola maschile, cercano di risfoderare metodi di seduzioni, come frasi alquanto imbarazzanti, senza riuscirci. Le mogli nel frattempo passano una settimana al mare dal padre di una delle due e conoscono alcuni ragazzi di una squadra sportiva: si accorgono così anche loro del desiderio che può nascere verso altri dopo molti anni.
E’ un film che non lascia spazio ad altro se non che alle risate (ovviamente per chi ama il genere). Si conclude come gli spettatori già si aspettano: le coppie tornano insieme più unite che mai.
Da guardare quando si ha voglia di farsi qualche risata, consigliato con gli amici.
Qui, dove batte il cuore (titolo originale: Where the heart is)
Film americano del 2000, durata 120 min.
Film di Matt Williams tratto dal romanzo di Billie Letts
Trama (presa da mymovies):
Tratto dal romanzo omonimo di Billie Letts, il film racconta la storia di Novalee Nation (Natalie Portman), ragazza diciassettenne povera e incinta la cui unica famiglia è rappresentata dal suo ragazzo, Willy Jack (Dylan Bruno). I due percorrono l’America a bordo di una vecchia automobile. Quando Willy, per un motivo misterioso sparisce, abbandonandola, Novalee si ritrova sola. Per fortuna ad accudire lei e il bambino – che nel frattempo è nato – ci pensa una strana famiglia che, dopo aver assistito al parto avvenuto sul pavimento di un grande magazzino, decide di prendersi cura della giovane. Novalee riesce così ad avere la famiglia che ha sempre sognato. Diretto da Matt Williams, al suo esordio alla regia, il film risulta noioso e alquanto lento nello svolgimento della trama.
Per il trailer italiano:
http://www.mymovies.it/film/2000/quidovebatteilcuore/trailer/
La mia opinione personale:
Non condivido il commento “il film risulta noioso”. E’ molto dolce ed anche emozionante. Amo la frase di Novalee che dice quando parla con il suo compagno, mentre si dirigono al supermercato dove, poco dopo, lui la abbandonerà: “Vuoi sentire il bambino? Senti! Lo senti? Proprio qui. Senti quel bum bum bum? E’ qui dove batte il cuore!” E’ una frase dolcissima! E io non sono una ragazza romantica o comunque di solito non mi piacciono queste cose. Ma qui è diverso! E’ davvero bellissima.
Interpretazione impeccabile di Natalie Portman (attrice che ammiro molto anche in altri film come “L’amore e altri luoghi impossibili”), non c’è nulla da dire. L’espressione del suo viso si adatta perfettamente all’imagine che si voleva dare della protagonista: un po’ ingenua, non solo per via della sua giovane età.
E’ un film emozionante, piacevole e rilassante. Per una giornata tranquilla, magari in compagnia di un’amica. Lo consiglio
Fahrenheit 451
Romanzo fantascientifico di Ray Bradbury
Edito nel 1953 e in Italia nel 1966 (anche con il titolo “Gli anni della fenice”)
Trama del film, e quindi anche trama del libro, (presa da mymovies):
Da Gli anni della Fenice (1953) di Ray Bradbury: in una società del Medioevo prossimo venturo, condannata all’ignoranza da un potere dispotico che condanna i libri al rogo, il pompiere incendiario Montag incontra Clarissa che ama la lettura, comincia a leggere per curiosità e non smette più, diventando un fuorilegge. Drammaturgicamente fiacco, poco convincente come ambientazione, fredda meditazione sulla passione del fuoco e sulla contrapposizione tra gli uomini schiavi del Moloch televisivo e i liberi uomini-libro, è il film poco riuscito di un F. Truffaut che cerca di forzare i propri limiti, ma, comunque, un commosso omaggio ai libri, alla letteratura, al potere della scrittura.
La mia opinione personale:
Mi era stato assegnato come lettura scolastica l’anno scorso (frequentavo una classe seconda). Inizialmente, come è sempre per noi studenti, c’era odio indiscusso nei confronti di un nuovo compito. Successivamente iniziai a leggerlo e devo dire che non ci capii davvero niente! Le prime pagine sono strane, anche se scritte molto bene. A renderle confuse agli occhi del lettore è l’ambientazione (fantascientifica appunto), il lavoro del protagonista (vigile del fuoco che appicca gli incendi) e qualche scene ambigua in cui la moglie, Mildred, chiama “famiglia” la televisione (per intenderci ad es. la cugina presentatrice o la zia opinionista). Se non che l’apparizione di un personaggio, chiamato segugio meccanico, che è un “cane” artificiale in grando di uccidere (ora la mia descrizione vi starà confondendo!). Tutto poi si inizia a rendere chiaro più avanti, circa verso la 40ina di pagine lette, dove la storia inizia ad evolversi.
Adoro il protagonista: Montag! E’ un uomo che vive sotto il regime di dittatura eppure sa ribellarsi. Questo però lo fanno anche altri personaggi, pagandone le conseguenze. Ciò che rende più interessante il personaggio di Montag è che la ribellione avviene da parte sua che, fino a poco prima, era uno degli artefici di quel clima chiuso.
Mi piace molto anche Clarisse, una giovane ragazza di 17 anni in grado di far aprire gli occhi ad un uomo ormai maturo. Non è grandioso? Clarisse veniva definita MATTA e sbagliata solamente perchè amava la letteratura e viveva un bel rapporto con la propria famiglia. Cosa assurda ed inconcepibili ai nostri occhi!
Provo invece pietà nei confronti di Mildred, che è schiava della dittatura ma, poverina, non se ne rende conto. E’ una donna un po’ stupida ma che rappresenta a pieno l’atteggiamento che avrebbe la popolazione se realmente dovessimo capitare in una situazione come quella descritta nel libro.
I temi principali del romanzo sono: la libertà di pensiero, il bisogno di calore familiare, il coraggio di opporsi, il pensiero oppresso della gente (ora non me ne vengono in mente altri).
Amo la scena finale, quando Montag e gli uomini libro arrostiscono la pancetta e poi se ne vanno, dopo aver visto distruggere la loro città. E’ stata molto toccante ed emozionante! Davvero bellissima, non ho parole per descriverla!
E’ un libro che mi è rimasto nel cuore!
La classe (titolo originale: Entre les murs)
Film francese del 2008, durata 128 min
Film di Laurent Cantet tratto liberamente dal romanzo di François Begaudeau (edito da Einaudi)
Trama (presa da mymovies):
François Bégaudeau è insegnante di francese in una scuola media superiore parigina. Facciamo la sua conoscenza mentre si incontra con i colleghi (vecchi e nuovi arrivati) ad inizio anno scolastico. Da quel momento rimarremo sempre all’interno delle mura scolastiche seguendo il suo rapporto con una classe.
Il suo metodo d’insegnamento, che si rivolge a un gruppo eterogeneo di ragazzi e ragazze, mira ad offrire loro la migliore educazione possibile in una realtà cui i giovani non hanno un comportamento sempre inappuntabile e possono spingere anche il migliore dei docenti ad arrendersi a un quieto vivere che non richieda confronti e magari scontri con gli allievi. Non tutti infatti apprezzano la sua franchezza e il professor Bégaudeau si troverà dinanzi a un caso che lo metterà in una posizione difficile.
Per il trailer italiano:
La mia opinione personale:
Avevo sentito molto parlare di questo film e, onestamente, non ne capisco il perchè. L’ho guardato qualche giorno fa, in una serata tranquilla. Era il momento giusto per guardarlo: è importante trovare il momento giusto per i film (come per i libri) perchè li si sa apprezzare di più. Eppure non ho trovato nulla in questo film.
Molto scorrevole a mio avviso, per niente noioso o pesante. Parla di una classe in cui vi sono vari adolescenti di etnie diverse con situazioni particolari. Sono tante scene scolastiche che hanno come protaginasta un professore alle prese con i disguidi e i caratteri degli studenti, in un’età non sempre facile.
l’idea del film è molto carina (anche se vista e rivista), tuttavia non mi ha trasmesso niente. Film privo di sentimenti, una serie di immagini e discorsi che, molte volte, non legano tra loro e non sopporto l’esaltazione del lato giovanile per niente volenteroso nei confronti dello studio.
Può darsi che l’abbia interpretato male, tant’è che ho già pensato di volerlo riguardare nei prossimi giorni: dedicare due ore ad un film vincitore della palma d’oro al festival di Cannes non sarà un male. Magari non l’ho compreso a fondo o non sono stata molto attenta. Sono stata anche sorpresa dal finale: finisce l’anno scolastico (un classico). Ma fin qui, tutto ok. quello che non ho capito è stato il momento in cui una ragazza, tra l’altro mai vista all’interno del film (sono circa 5 i ragazzi principali che parlano e creano la storia), va dal professore dispiacendosi nel fatto di non aver imparato nulla nell’intero anno scolastico. EH? Non ne ho compreso il significato. Mi sembrava una scena abbandonata a se stessa. Ma, ripeto, ho intenzione di riguardare il film con più attenzione.
Il personaggio che proprio non ho sopportato in questo film è quello della ragazza, rappresentante di classe, di nome esmeralda: niente da ridire sulla recitazione! E’ proprio il carattere del personaggio che non reggo. Se l’intenzione era quella di farlo odiare (come credo) ci sono riusciti! Conosco molte ragazze, e ragazzi, così nella realtà e davvero non li posso reggere!

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